Cortina: la nascita del concorso sulla neve – FISE VENETO

Cortina: la nascita del concorso sulla neve

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Francesca Carnaroli, in evidenza nelle gare del concorso di Cortina 1959 riservate ai concorrenti juniores
 

Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

I cavalli galoppavano “a loro agio, come nel migliore, verdissimo ground: non uno solo scivolò, né sul percorso, né agli ostacoli. (…) Nemmeno la speciale ferratura e i particolari accorgimenti usati dai concorrenti disturbarono i cavalli che non ne risentirono danno alcuno. Come il sole, che brillava particolarmente intenso in quei giorni, diede ai nobili destrieri il minimo fastidio con il suo riverbero sul bianco tappeto”.

Il sole brillava intenso in quei giorni: ma quali giorni? Presto detto: dal 7 al 10 febbraio del 1959, quando a Cortina d’Ampezzo venne organizzato il primo concorso ippico su neve. Lo storico mensile “Il Cavallo Italiano” ne rende conto con toni entusiastici: ma si sa, a quei tempi c’era una certa propensione per la retorica elogiativa a prescindere, e quindi forse qualche cavallo sarà anche scivolato, qualche cavallo avrà forse risentito della speciale ferratura, qualche cavallo avrà forse provato un po’ di fastidio per lo scintillio del sole sulla neve… tuttavia è incontestabile il fatto che a partire da quella prima edizione il concorso nazionale di Cortina (poi nel tempo divenuto anche internazionale) abbia goduto di un notevole successo. Anche perché quelli – e i molti successivi – erano gli anni d’oro della stessa Cortina, non solo da un punto di vista turistico e mondano ma anche sportivo, con l’organizzazione delle Olimpiadi invernali solo tre anni prima, nel 1956. Quindi a un certo punto è parso quasi inevitabile il sorgere dell’idea di organizzare un concorso ippico sulla neve, così come regolarmente avveniva in Svizzera a Davos e talvolta a St. Moritz. L’iniziativa viene concretamente presa dal presidente e dal direttore della locale azienda di soggiorno e turismo, Bruno Bredo e  Bartolomeo Zanenga, i quali per quanto riguarda la parte organizzativa in senso proprio si affidano alla sezione ligure “San Giorgio” dell’associazione nazionale arma di cavalleria di Genova, il cui presidente è il generale Edmondo Zavattari. A questo terzetto si affiancano i locali Alberto Assirelli e Luciano Cancider per formare il nucleo del comitato organizzatore. Il luogo prescelto per la disputa delle gare è lo Stadio della Neve, un impianto creato per le gare di fondo dei Giochi Olimpici invernali del ’56 costruito a Campo di Sotto a circa due chilometri dal centro di Cortina; il coordinatore sportivo dell’azienda di soggiorno, signor Palchetti, si occupa degli allestimenti e della cura del terreno, sul quale la neve era caduta l’ultima volta il 23 dicembre. Dieci le categorie in programma, comprese quelle riservate ai cavalli debuttanti e ai concorrenti juniores: direttore di campo il maresciallo Antonio Tubolino, presidente di giuria e ispettore della Fise il generale Tommaso Lequio di Assaba, commissario militare ippico il colonnello Ernesto de Landerset. Protagonisti delle gare più difficili – le tre D – la marchesa Caterina Paolucci de Calboli su Ilk (due vittorie) e Laura Marzotto Zanuso su Nansen, mentre la potenza non poteva che essere vinta dal ‘solito’ Paolo Spezzotti su Axel; Giovanni Grignolo si aggiudicava inoltre il premio come miglior cavaliere militare del concorso. Ma poi in evidenza anche Arrigo Marchi, Sandra Longoni, Giovanni Carli, Vittorio Zanuso e – tra gli juniores – Angelo Speranza, Francesca Carnaroli, Nicoletta Ghedini. Una curiosità: durante il concorso era presente la troupe cinematografica che stava girando “Vacanze d’inverno” per la regia di Camillo Mastrocinque; uno dei protagonisti del film, impersonato da Renato Salvadori, è un concorrente che partecipa alle gare. Nel cast anche Alberto Sordi, Eleonora Rossi Drago e Michèle Morgan. Gran finale del concorso con il veglione di carnevale “Maschera d’Oro” organizzato al Majestic Hotel Miramonti sul tema “Vecchia America”: orchestra di Fred Buscaglione e momenti di grande ilarità con le imitazioni di Alighiero Noschese. Veramente un’altra epoca sotto tutti i punti di vista… !