La bella favola di Marta Morgan – FISE VENETO

La bella favola di Marta Morgan

  

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marta morgan

 
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Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna? Sì, vero, spesso è così. Per una volta, però, ribaltiamo i termini della questione e – con un po’ d’orgoglio maschile – confermiamo che talora può essere vero anche il contrario: dietro una grande donna ‘può’ esserci un grande uomo. Per lei è così, almeno: «Quello che sono in questo momento io lo devo a mio marito. Lui è nell’edilizia, non è uomo di cavalli, ma quando c’è da dare una mano sia economicamente sia fisicamente sia moralmente lui c’è sempre. Senza di lui quello che c’è adesso non esisterebbe». E cosa c’è adesso? Adesso ci sono un’azienda e un marchio che affondano le loro radici tra le mani di una ragazzina che un tempo si è messa a giocare sulla macchina da cucire della mamma e che oggi consegna i propri prodotti a principesse saudite e a ricchi e meno ricchi dilettanti giapponesi, solo per voler definire un orizzonte geografico al quale la ragazzina di un tempo è approdata ora che è donna e imprenditrice.

Marta Morgan è una signora che colpisce. Anche fisicamente, inutile negarlo: capelli rossi, carnagione chiara, occhi grandi e in continuo movimento come se volessero andare via da lì e nello stesso tempo difendere quello che c’è lì, un viso molto poco convenzionale… insomma, una bellezza particolare, molto. Ma soprattutto Marta Morgan colpisce per la storia che racconta, la storia della sua attività imprenditoriale, una di quelle storie che sembrano quasi favole. C’era una volta una bambina dal cuore grande che amava i cavalli e che sognava di diventare stilista… ecco, così. E così quella bambina nata a San Pietro di Feletto nel 1973 (parentesi: la Pieve di San Pietro di Feletto è uno dei luoghi più belli della Marca trevigiana, un posto dove davvero si può sognare a occhi aperti, magari dopo aver gustato un po’ di quel delizioso Prosecco che si produce proprio lì) quella bambina dunque comincia a montare a cavallo e anche a creare qualcosa con i tessuti e i fili e i materiali che trova in casa… Poi crescendo inizia a studiare per diventare modellista e stilista facendo contemporaneamente esperienza nell’azienda del padre, e allora – per gioco e per divertimento – perché non ‘vestire’ anche il proprio cavallo? Marta possiede inventiva, creatività e ovviamente manualità: in breve i suoi amici del giro dei cavalli le chiedono di poter avere anche loro quelle cose così belle e particolari, quegli accessori così personali e ovviamente introvabili in qualunque negozio di settore. Ecco da dove nasce la firma “Marta Morgan” (un nome e un cognome che insieme sembrano fatti apposta per diventare un marchio di ‘moda’): «C’è voluto un po’ di tempo perché prima di tutto io sono molto fifona, e poi perché non avevo alcun aiuto o supporto: andavo sulle mie sole gambe e con le mie risorse». Nove anni fa inizia l’attività imprenditoriale, seppure a bassissimo regime: con un laboratorio ricavato nella casa dei genitori (fortunatamente molto spaziosa) e in ogni caso come attività secondaria rispetto al lavoro principale che Marta svolgeva in quel momento. Il vero e proprio salto di qualità avviene quattro anni or sono con la “Marta Morgan” che diventa a tutti gli effetti un’azienda importante: e così Marta si dedica al cento per cento all’attività di… stilista per cavalli. Oggi la sede si trova a Falzè di Piave: lì si producono i sottosella e tutti gli accessori più particolari e originali, mentre alcuni laboratori esterni sono coinvolti per la produzione di altri oggetti dedicati sia al cavallo sia – seppure marginalmente – al cavaliere (e questa è una novità degli ultimi tempi: «Alcuni miei amici conoscendo bene il mio passato di sarta hanno cominciato a chiedermi di fare loro la giacca, ti prego dai, ti prego dai… e poi perché a lui sì e a me no… e così»).

Marta Morgan oggi può ben dirsi soddisfatta: «No, soddisfatti non bisogna esserlo mai, altrimenti non si cresce. Però è vero che se mi guardo indietro non posso fare a meno di considerare quello che abbiamo realizzato. I numeri dell’attività in senso generale sono cresciuti enormemente in questi ultimi due anni». Verissimo: quella bambina un po’ fifona di strada ne ha fatta davvero molta. Inseguendo un sogno e una passione.